Perché ieri quando in tv hanno domandato, domanda dal sapore tutto retorico e dalla già implicita paternale sull’ignoranza dei giovani, il nome di Garibaldi ho vacillato?
Perché sul punto di dire che l’eroe dei due mondi è Flash Gordon, cugino di quello delle cucine da incubo autore delle cotolette panate surgelate mozzarella e prosciutto, non mi è sovvenuto immediatamente Giuseppe: unificatore pensinsula italica, coniugato Anita, sparato arto inferiore, eretto piazze, strade, monumenti suo onore, incontrato monarca Teano ingiunzione cui il nostro rispondeva con poca fantasia consegnando storia non troppo meritoria ricordo laconica risposta “obbedisco”, e vorrei vedere voi praticare omoerotismo con altrui terga, eroi ma fino a certo punto, eroi il prepuzio. Scorribande pampe con Astor Piazzolla, importato format bisteccheria panorama ristorazione italiana. Giuseppe come l’altro, Mazzini: moti carboneria, giovine Italia, giovine Europa, fronte bellissima, suonava chitarra amava Beatles Rolling Stones, padre Mina millebolleblu bravasonopropriobrava. Giuseppe santo festa papà bignè fritto crema se rivedemo ar cesso. Come possa, a questo punto, la gente che non ha i mezzi sufficienti al discernimento affidarsi all’esoterismo quando, io nel mucchio degli insipienti privi di speme, è talmente ignorante che l’esoterismo diventa una qualità intrinseca della cultura a qualsiasi livello è un problema che attiene l’esoterismo stesso. La latitanza è la migliore soluzione plausibile: aut tace aut loquere meliora silentio. Ecco perché non hanno di meglio che affidarsi al privato, per non sentirsi derubati nella considerazione di sé da chi dovrebbe aprigli gli orizzonti. Però ieri pomeriggio ho visto un programma in tv dove gli ospiti, tutti papabili Nobel e anche nobili, disquisivano col più sublime dei frasari di estetica. Non è necessario specificare che non bisogna incorrere nell’equivoco che si sia manco lungi intuita la più remota possibilità di tangere anche per incidente un discorso di qualche costrutto, ed è meglio così. Però si sono regalate molto allegramente e con molta leggerezza delle perle di ovvietà sulla forma fisica, perché la bellezza, posto che si possa mai sapere di cosa si parla quando la si evoca, quella più la si insegue più ci sfugge. Nella mia testa ritorna un passo dalla biografia di un navigatore spagnolo di cui ho rimosso l’identità: vi si chiosava che aveva abbracciato i modi vita indigeni in quanto arrivato nelle Americhe dall’Europa esacerbato dall’umanesimo quest’ultima.

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